Se non conoscessimo da vicino il funzionamento dello sviluppo della nostra rete, potremmo gridare al record.
Ma siccome lo conosciamo – e anche molto bene – non ci siamo stupiti quando, sabato 4 luglio, in una sola giornata abbiamo festeggiato l’apertura di quattro nuovi club FitUP: Ferrara, Chieti, Finale Ligure e Carini.
Stesso giorno, dicevamo, stesso entusiasmo, stesso impegno ma centinaia di chilometri di distanza tra una palestra e l’altra.
E, appunto, non si tratta di un dettaglio logistico, quanto piuttosto della misura di cosa è diventata (e sta diventando) la rete.
Il calendario delle aperture
Ma non è finita qui. Perché se pensi che le nuove bandierine piantate in giro per l’Italia siano state “solo” queste nelle scorse settimane, ti sbagli di grosso.
Negli ultimi due mesi, infatti, abbiamo assistito all’inaugurazione di dieci club in totale. Siamo partiti il 1 maggio con Montecchio Maggiore. Poi, dieci giorni dopo, ci siamo spostati ad Atripalda e, il 20 maggio, abbiamo alzato le saracinesche a Palermo e Moncalieri.
A fine giugno è toccato a Città di Castello. In luglio si sono concentrate 5 ulteriori inaugurazioni: Ferrara Respighi, Chieti, Finale Ligure e Carini appunto il 4, a cui si è aggiunta Rozzano il 18.
Scorrere questi nomi sulla mappa ci dice qualcosa di concreto sulla traiettoria del Gruppo: non c’è un profilo geografico unico, e non è un caso. FitUP non ricerca un tipo di città in particolare, in un territorio in particolare: sta cercando persone che vogliano allenarsi bene, e le sta trovando ovunque, da Nord a Sud passando per le isole.
Lo stesso club, posti diversi
Quello che rende significativo questo tipo di espansione non è tanto il numero in sé, quanto il fatto che funzioni in contesti così distanti tra loro.
Chi entra in un club FitUP a Finale Ligure trova la stessa esperienza di chi si allena a Rozzano o a Carini. Stesso standard, stessa organizzazione degli spazi, stesso approccio. Non è automatico: è il risultato di un lavoro che inizia mesi prima di ogni taglio del nastro. Formazione del team, progettazione degli spazi, coordinamento costante con l’headquarter. Un processo che si ripete uguale in ogni città, perché l’esperienza nei club deve essere riconoscibile ovunque.
Con questi 10 club tra maggio e luglio, il traguardo dei 150 entro fine 2026 non è più un obiettivo da inseguire: è qualcosa che si sta costruendo, apertura dopo apertura, con una coerenza che i numeri di questi mesi rendono difficile da ignorare. E la mappa dell’Italia, a questo punto, ha davvero pochi spazi bianchi.